07 marzo 2006

In cerca del nostro Cyrano

*Prima della lettura di questo articlo si raccomanda l'ascolto della canzone "Cirano" di Guccini, o almeno la lettura del testo.


di Fortunato Leccese
Il mondo ha bisogno di gente che sogni ancora, dei poeti, coloro a cui Dio - o chiamatelo come vi pare - ha messo le ali al pensiero, una schiera di angeli dalla parola appuntita che con gli occhi dell'anima penetra ovunque e chiunque, scardinando la troppa superficialità di cui si nutre la gente. Il mondo ha bisogno di qualche Cyrano in più, di persone in grado di mantenere intatte le loro idee, camminare a testa alta, a naso lungo, senza scendere a compromessi di vana gloria, perché avere delle idee significa avere una corazza da indossare, una strada da seguire, dei sogni da vivere. Molta gente non sogna più o per essere più precisi, i sogni sono diventati stupidi, di conseguenza anche molta gente. Oggi un bambino di dieci anni sogna per natale un cellulare o una play station da mangiare con gli occhi fissi al televisore e, cosa ancor più grave, un padre crede di fargli del bene, di guadagnarsi tutta la sua stima comprandoglieli. Il regalo più grande da fare ad un bambino è un quaderno, una penna ed una frase: “Scrivi figlio mio, cambia il mondo”, oppure uno strumento da suonare e ancora una frase: “Suona figlio mio, fammi muovere.” La verità è che siamo fermi, fermi di fronte una scatola ipnotica che mostra la guerra, la fame, la morte e non si piange più perché tutto è diventato terribilmente normale. La stessa scatola poi ci mostra due persone che s’innamorano all'interno di una casa in cui sono state segregate con altre otto o nove (che cosa terribile) e non ci si può commuovere dinanzi ad un amore vero. Vero? Il mondo ha bisogno di qualche imbecille in meno; si vedono ragazzi fatti con lo stampino frignare e fare a botte col cervello per entrare in una scuola dove credono di poter fare arte senza sapere nemmeno cosa sia l'arte, ma credendo di essere già degli artisti. Era più artista quel tale che con dei rutti progressivamente sempre più potenti, riusciva a rompere un gran numero di damigiane di vetro per di più in un tempo molto limitato. Portento! Il mondo ha bisogni di verità, quindi di artisti che non abbiano voglia di mischiarsi con la piatta normalità di questa vita, ma possano contribuire a renderla meno vuota; e perché questo possa avvenire l'arte e gli artisti avranno bisogno di gente disposta a seguirli, disposta a dare un senso alla loro sofferenza, disposti ad ascoltarli e gustare ciò che hanno da dire. Questo è davvero un bel sogno. Sembra tutto così tremendamente assurdo! Assurdo è guardarsi attorno senza notare e senza combattere le contraddizioni del mondo in cui viviamo. Chi insegue un pallone in mutande guadagna quattro milioni di euro ogni anno, chi lavora in fabbrica col mal di schiena cronico - nonostante giochi a calcetto una volta a settimana - guadagna mille euro al mese. L'operaio inoltre cosa fa la domenica? Risposta facile: guarda le partite, manda a quel paese arbitri, guardalinee, la televisione perché ogni tanto fa cilecca e osanna calciatori, piange per una sconfitta, picchia un tifoso avversario. E l'artista dove è finito? Non dietro ad un pallone, non sotto i riflettori. È solo spesso incompreso, la sua troppa sensibilità non appartiene alla gente, non interessa. Eppure solo continua la sua lotta personale contro le contraddizioni di un mondo in cui tutti devono essere disonesti per ottenere qualcosa, o protetti; da questo punto di visto è un eroe. Il poeta di oggi è un eroe; in un'epoca in cui pochi ormai lo ascoltano lui continua indefesso a scrivere di sé e di ciò che lo circonda e ad essere preso per scemo. Ma scemi sono solo coloro che solamente lo pensano! La poesia è concreta! Nasce dal corpo, è emozione allo stato puro. Non è forse concreta l'emozione? Non soffre un attore che sulla scena deve piangere, non singhiozza, non si contorce le membra dal dolore? Non è tutta finzione come si pensa... Si vive più intensamente sulla scena che nella vita probabilmente. Il mondo ha bisogno di artisti che non si arrendano di fronte tanta mediocrità, ma continuino a sguainare la loro spada al servizio di un'ardua impresa: dar vita ad un nuovo modo di vivere, ad un nuovo modo di amare. “Non si pugna nella speranza del successo. No, no: più bello è battersi quando è invano” dice Cyrano dinanzi alla morte prossima deciso a sostenere l'ultima battaglia. C'è chi non si piega di fronte la morte e chi si piega di fronte la vita rinunciando a vivere come si vorrebbe. Bisognerebbe sempre scegliere di vivere, vivere per qualcosa, per raggiungere ognuno la propria luna. I poeti del passato (Leopardi, Pascoli, Montale, Ungaretti e tanti altri) oltre ad aver vissuto, sono rimasti immortali attraverso le loro parole. Il mondo vuole che la gente abbia un sogno: scrivere per fermare il tempo, per risvegliarsi da tanto torpore, per ascoltarsi, capirsi, amarsi. “Dev'esserci, lo sento, in terra e in cielo un posto dove non soffriremo e tutto sarà giusto.” Il mondo vuole scrivere un nuovo mondo.

2 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Bene Fortunato,
questi sono gli articoli che voglio trovare su un giornale.
Queste sono le parole che voglio ascoltare e alle quali affiancare le mie.
Ognuno contribuisca, praticamente, con ciò che sa fare, a che questa voce diventi assordante.
Con stima
Giacomo

17:13  
Anonymous Anonimo said...

Davvero stupendo.. grazie d'aver scritto questo pensiero.

08:49  

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